Cucire è facile (e rilassante)

13.11.2011

Cari lettori, questa settimana v’annoio una seconda volta. Come vedete sto tornando ad essere insistente come anni fa, la frequenza dei miei post è in continuo aumento.

Molti di noi ricordano con fastidio, forse con rabbia, le lezioni di “cucito” (sono sicuro che avesse un nome tecnico, se qualcuno di voi se lo ricordasse, lo faccia sapere). A 13 anni, cucire è una cosa da donnicciole, nessun di noi rudi ragazzini avrebbe voluto farsi vedere a cucire con ago e filo o a ricamare. La macchina da cucire ci attraeva un pochettino, forse per il solito fascino che noi uomini proviamo per le macchine. Anni dopo si scopre che quelle lezioni a qualcosa forse servivano.

Mi sono trovato a rimuovere da un cappotto le spalline imbottite (gigantesche!) e ho scoperto che è meno difficile di quanto pensassi. A dire il vero devo ringraziare una gentile signora incontrata in un negozio, che ha sprecato un’ora per spiegare come unire due falde di una fodera ad un incapace con le dita come salami…

Iniziamo questa piccola, tecnica e noiosa guida per passi.

Prima di tutto, con delle forbici appuntite ho aperto la cucitura che unisce le due falde della fodera. Poi aiutandomi con un ago, ho scucito uno spazio sufficientemente largo.

In seguito, ho staccato le spalline dall’interfodera (bucando per imperizia la fodera), poi le ho seppellite a 10 metri di profondità, sperando che gli anni 80 non ritornino mai più di moda.

In seguito ho semplicemente ricucito l’apertura, con un sottopunto (secondo wikipedia si chiama così), imparato da poco. È veramente facile, anche un babbuino come me ci riesce.

Il risultato finale è decisamente soddisfacente, se si esclude quel piccolo buco, a sinistra nella foto sopra, causato da un idiota che ha voluto scucire tutto di fretta.

Ora che non ho più 13 anni posso ammetterlo, cucire non è per niente stupido, non è un lavoro da donnine ed è anche piuttosto soddisfacente. Insomma, è un lavoro virile, nonostante quello che si pensa.

Passando al altro, ieri ne ho approfittato per introdurre al mondo dei mercatini un’amica (Nora Vinaccia), che in cambio mi ha fotografato mentre cerco cravatte con aria pretenziosa.

Lei invece ha fatto l’acquisto più folle della giornata, un cappello coloniale inglese, ancora in buono stato, per essere degli anni 40.

E per finire

I cosidetti Jodhpur boots. Come avrete capito, anche se penso che i cavalli sembrino dei dinosauri e mi spaventano, gli stivali da equitazione sono le mie scarpe preferite.


Doppio

08.11.2011

Qui si discute del doppiopetto, molto meglio di come sappia farlo io. In ogni caso  colgo l’occasione per iniziare la discussione pure nel mio povero blog. La giacca doppio petto: molti la considerano una cosa “da vecchi”, molti nemmeno sanno che esista, se non nella forma del cappotto. Alcun (io tra quelli) la aprezzano, in particolare nella sua forma più vistosa e evocativa, con i revers larghi a lancia e 6 bottoni dorati. Nel mio raffazzonato guardaroba abitano ora tre giacche dopiopetto, tutte provenienti da miseri mercatini.

Una color cammello, in lana, ho voluto provarla nella tenuta ridicola definitiva, con pantaloni arancioni, gilet di camoscio verde e cravatta regimental.

Un altra è il classico blazer blu da capitano, tantissimi bottoni dorati (in questo caso assenti, bisognerà prendere ago e filo e attaccarne di nuovi). I tradizionalisti prescrivono pantaloni di flanella bianchi o grigi e una cravatta rossa.

La terza, completamente nascosta, è in lino a quadri. Mi diverte indossarla con un maglione crema senza maniche, un papillon rosso, cappello di paglia, pantaloni grigi o bianchi per un aspetto estivo ed eccentrico.

E voi, che ne pensate del doppiopetto?


Uomini e Scarpe III: riparazioni

01.11.2011

Dopo la fortuna, è il tempo della riparazione. Le scarpe in cuoio di cavallo, pur avendo la tomaia in ottimo stato, necessitavano di un cambio di suole. Cosi martedì scorso sono passato dall’ottimo calzolaio sotto casa, e ora, dopo una settimana e 60 fr,  posso presentare il risultato del suo (di nuovo) ottimo lavoro.

Suole e tacchi nuovi, ricoperti in gomma. Meno tradizionali ma durano molto più a lungo. La suola sotto è rimasta la stessa di prima, cucita, solo che uno strato di gomma protegge lo spago, diminuendo l’usura e il rumore. A questo punto  non potranno che durare anni. Al prossimo post, probabilmente dedicato a quello strumento tamarro che è il gilet.


Uomini e Scarpe 2: Fortuna

23.10.2011

Un breve post non pianificato. Ieri, girando per mercati, mentre trattavo l’acquisto di due gilet campagnoli (doeskin, di cui ho parlato un paio di post fa) mi è capitato di intravedere nell’angolo di un banchetto un paio di scarpe alte, come piacciono a me. Della mia misura! Avevano una lucentezza strana, cerosa e pur essendo antichissime non erano per nulla rovinate.Segni di una pelle di buona qualità, ho pensato. Domandando il prezzo mi sono aspettato una richiesta vergognosa, invece si trattava di 18 modesti franchi. Soddisfatto, prendo le scarpe e guardo all’interno. Ci sono un paio di grosse (per un appassionato di scarpe) sorprese:

L’etichetta riporta “Alden, New England” e di fianco due numeri misteriosi “8″  e “4070″. Ora, credo solo pochi nerd lo sappiano, ma alden produce scarpe di ottima qualità e il numero lungo stampato all’interno delle scarpe indica il modello. Arrivato a casa, una breve ricerca mi conferma d’essere fortunato. Il modello 4070 è una scarpa alta in “shell cordovan”, pelle di cavallo conciata naturalmente, nel “famoso” colore 8 (marrone scuro) della conceria Horween. Su internet il prezzo minimo per questo modello è di 700$, arrivando fino ai 1000. Probabilmente dovranno essere risuolate, ma anche se costerà 100 franchi, converrà ugualmente.
Quindi ricordate, avere pazienza e frugare nei mercatini paga sempre!


Spille e Stivali

19.10.2011

Giorno piovoso, freddo terribile, tempo di rivolgersi ai classici dell’autunno, interpretati in modo personale.

Giacca di tweed a quadri, maglione di lana verde, camicia a righe, cravatta “pied-de-poule” e pantaloni di sofficissimo moleskin (“pelle di talpa”, si tratta di un velluto sofficissimo senza coste, il tessuto dell’autunno inglese a quanto pare).  Ai piedi, per esagerare un paio di stivali a mezza gamba, probabilmente qualcuno potrebbe pensare che stia andando a cacciare anatre negli anni 50, ma visto che piove l’abbinamento in qualche modo funziona. Per finire il tutto, un tocco di esagerazione: il collo button down è trattenuto da una sipilla (di sicurezza!) al posto che dai bottoncini.


Miscellanea

17.10.2011

Oggi solo un paio di immagini dell’ultimo giro per mercatini e luoghi umidi:

Cappotto color cammello (sta diventando il mio colore autunnale), in un soffice misto di lana (50%), cashmere (20%) e acrilico (poco). Doppiopetto a singolo bottone, originariamente era da donna, un facile lavoro di sartoria mi ha permesso di cambiare l’abbottonatura e convertirlo in una giacca da uomo. Inoltre ho dovuto rimuovere un paio di dita di imbottitura nelle spalle, probabilmente un ricordo degli anni 70-80. Non vedo l’ora che diventi più freddo, sarà come camminare indossando una coperta. Perfetto con una giacca vistosa sotto.

La bomba! Pantaloni blu scuro a quadri bianchi e marroni. Lana pesante, piuttosto stretti. Me li immagino con un gilet giallo e un blazer blu, cravatta grigia o rossa. Se qualcuno vuole contribuire alla mia collezione mi procuri un gilet in doeskin, ancor meglio con stampa a quadri (tattersall)

Un paio di cravatte a righe, visto che non ne avevo di questo tipo. Per finire un cardigan di lana color crema, assente per lavaggio.

Se qualcuno fosse interessato ad un giro per mercati me lo faccia sapere, il sabato non me li faccio mai sfuggire.

Saluti


Uomini e Scarpe I: Stivali

09.10.2011

Ma chi l’ha detto che le scarpe piacciono solo alle donne? Per dimostrare il contrario inizia una nuova serie d’articoli, dedicati alle scarpe “di stagione”. Visto che siamo entrati nella stagione brutta, iniziamo dagli stivali e dalle scarpe alte. Probabilmente l’ultima volta che avete indossato degli stivali è stato alle scuole elementari, quando pioveva. I più sportivi forse durante la pesca, altri a militare. Oggi tendiamo a collegare gli stivali con il modo militare o sportivo e a pensare che solo le donne possano indossare stivali elegantemente. Vi proverò che sbagliate!
Per cominciare a distinguere i vari tipi, un’immagine della mia collezione personale:
Iniziamo da sinistra:

I primi sono dei Chelsea boots neri, con punta a coda di rondine, mi hanno accompagnato per metà inverno e tutta la primavera, essendo di seconda mano, ora vanno risuolati. Eccezionali con pantaloni leggermente stretti, sono gli stivali tipici degli anni 60, derivano da un tipo di stivali inglesi da equitazione.

Stivali alti marroni e neri, hanno un aspetto vagamente marziale, suola spessa in gomma, molto impermeabili. I più coraggiosi li indossino come fa questo galantuomo, con i pantaloni infilati. un gilet o un cardigan e un mantello. Ho tentato ieri sera e ho sentito soltanto complimenti (probabilmente la gente a cui non piace evita di esprimersi per paura che gli rompa un bicchiere in testa), quindi penso valga la pena provare.

Fonte: The Sartorialist

Quarto: brogue boots marroni a 7 occhielli. Sono i classici stivali campagnoli inglesi, in passato credo fossero considerati scarpe da lavoro. Trovo che siano perfetti per l’autunno, indossati con pantaloni grigi o marroni, tweed e flanella. Sembrano delle normali scarpe derby ma sono più alte, tengono più caldo e più asciutto. Questi sono dei “Grafters” di fabbricazione inglese, si trovano regolarmente su ebay per 50-60 franchi. I miei hanno subito uno speciale trattamento con stracci e alcol per cambiarne il colore (prima erano quasi arancioni).

Quinto: Altro chelsea boot, marca “Loake”, produzione inglese, suola cucita. Mai indossato, trovato ieri in un mercatino per un decimo del prezzo originale. Visto che sono il solito esagerato credo li indossero insieme ai pantaloni di tartan e allo smoking. Lucidissimi, ideali per uscire la sera d’inverno in posti eleganti e fare un gran figurone.

Sesto: Chelsea boot marroni, marca “Grenson”. Vedi il quarto. Sono più raffinate, probabilmente un pantalone più fine si abbina altrettanto bene.

Cambiando completamente tema, ecco una foto di un mucchio di cravatte, giusto per aggiungere colore al blog

Ed ecco l’ultima cravatta recuperarata, di seta argentata intessuta a fiori, quella che gli inglesi (sempre loro!) chiamano  “macclasfield tie”.

A quanto pare è la cravatta tradizionale da indossare in occasioni festive come matrimoni, battesimi, compleanni e via dicendo, quindi se volete vedermi indossarla ricordatevi d’invitarmi al vostro matrimonio.

Per finire, la foto di una zuppa di piselli in cottura, giusto per rendervi invidiosi

PS ricordate che le mie fotografie non rendono mai giustizia a quello che faccio, è tutto molto più bello di come sembra.


Piaceri semplici

05.10.2011

Il buon cibo richiede tempo e lavoro quindi ogni tanto, per pigrizia o per stanchezza, si ricorre a quello che gli inglesi chiamano “comfort food” (quei pazzi hanno una parola per tutto!). Questa sera, dopo una giornata di programmazione e imprecazione, ho deciso di preparami uno dei miei cibi pigri preferiti: il toast formaggio e senape.


Lo stimolo a scrivere me l’ha dato il mio coinquilino, facendomi notare la contraddizione: un blog che parla di abiti e cibi raffinati e il suo autore che mangia un toast in cucina, senza nemmeno indossare i pantaloni.

La mia risposta? Mi piace il toast al formaggio e la formalità non è sempre necessaria!
Quindi, non prendetevi troppo sul serio e descrivete nei commenti i vostri piaceri casalinghi, quelli pigri.


Buon Cibo

03.10.2011

Come promesso nel titolo, qui si tratta anche di buon cibo. Con piacere (e un po d’appetito) vi presento le Zucchine Marinate con Scalogno e Senape
Come mia abitudine, la ricetta non è precisissima, le dosi si possono tranquillamente variare a piacere, secondo i propri gusti e l’appetito.
Naturalmente è un piatto piuttosto estivo ma se siete eccentrici e volete spendere di più, le zucchine le trovate tutto l’anno.
Per iniziare ho ben grigliato le zucchine nella pentola-griglia. Se avete un vero grill è meglio ancora, prenderanno un buon gusto di affumicato.

Poi ho tritato timo, scalogni (molti, mi piace il piccante), peperoncini freschi (varietà “Madagascar” sono dei piccoli habaneros) e basilico. Ho aggiunto aceto, olio, salsa di soia, senape in grani e un cucchiaio di zucchero. Ho lasciato marinare due ore e le ho servite.

PS Non dimenticate di aggiungere il feed


Il professore bizzarro

03.10.2011

Oggi primo giorno come assistente di algebra, per l’occasione non poteva mancare un abbigliamento adatto.

Occhiali (quelli di sempre), camicia a righe, cravattino a palline e un maglione grosso, pesante, perfetto per la parte. In basso pantaloni grigi e mocassini marroni, modello “penny loafers”.
Non credo che gli studenti dimenticheranno tanto facilmente un assistente così bizzarro.
Riguardo al maglione -tecnicamente cardigan o,come dicevano le nostre madri, giacchetto: superato il fastidio di vederlo recentemente indossato da tutti gli hipster si rivela un capo davvero versatile. Si può indossarlo seriamente, al posto di un panciotto sotto una giacca o meno seriamente, la sera, con una camicia e un cravattino o una cravatta, senza giacca. Si può usare come giacca da camera, per intrattenere gli ospiti, sopra una vecchia camicia e un ascot al collo, tanto per fare i pretenziosi. Di domenica è ideale per poltrire in casa, con solo una maglietta sotto. Io ne posseggo 4, uno molto spesso, con il collo alto, ideale per sostituire una giacca, un altro, raffinatissimo, in pelo di cammello, un terzo in lana blu, piuttosto sottile, ideale per le serate estive e per finire un quarto multi colore, in condizioni non ottimali, ideale per le feste dove si fuma e si beve.

PS notate la serietà delle coperte!
PS 2, if you don’t understand Italian but like my posts, let me know, I’ll write something in english as well.